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Non è facile scrivere la biografia di Virginio… ci sarebbe così tanto da dire… Ci proveremo, cercando di esserne all’altezza, e soprattutto cercando di trasmettervi la nostra passione, in modo da farvi capire quanto siamo legati a lui.
Virginio nasce a Fondi, una discreta cittadina in provincia di Latina nel Lazio, il 31 Gennaio 1985; già piccolissimo scopre la passione per il canto e per la musica in generale. Verso i 6 anni comincia a studiare pianoforte e, in seguito, si concede anche alla chitarra.
Inizia così un’avventura… la consapevolezza che con la musica si ha la possibilità di creare cose che ti appartengono, un intero universo di note e parole che ti rappresentano.
A soli 13 anni scrive le sue prime canzoni e cambia, sta crescendo artisticamente e personalmente. Sceglie di frequentare il liceo classico “Piero Gobetti” di Fondi e una scuola di recitazione teatrale, quella che lui stesso definisce una piacevole parentesi, una sorta di passaggio con il quale ha avuto modo di sperimentare anche altri lati della propria creatività. Questo gli da modo di abituarsi al palcoscenico sul quale riesce a esibirsi sempre con grande disinvoltura.
Intanto cresce, cresce la sua aspirazione, cresce la sua passione per la musica. Si avvicina all’ascolto di numerosissimi artisti, specialmente al mondo del cantautorato; tra i nomi ai quali lui è molto legato abbiamo Carmen Consoli, fattagli scoprire attraverso il padre, Elisa, Depeche Mode, Muse; e ancora Antony & The Johnsons, Stevie Wonder, Lauren Hill, i Coldplay, i Radiohead, Tracy Chapman, Jeff Buckley, i Cardigans… Ama insomma ogni genere di musica, dal Rap al’R’n’B, dal Rock al Pop, dal Metal al Grunge, senza pregiudizio alcuno. Non ama fossilizzarsi su un unico stile; il suo orecchio è sempre alla ricerca e alla scoperta di nuove emozioni.
Durante la sua vita si esibisce spesso; nei locali fa serate piano/voce. Ama i live che definisce “l’essenza prima del mestiere del cantante”, è convinto che possa esserci uno scambio invisibile ed energetico con le persone che lo ascoltano. In questo modo, solo adolescente, acquista una grandissima maturità artistica, cosa che molti artisti cercano disperatamente per anni e anni di carriera. Impara inoltre a controllare al meglio le sue doti canore e di musicista.
Con un brillante cursus honorum si diploma e decide di trasferirsi a Milano, una grande città a cui approcciarsi tutto solo. Si iscrive all’Accademia delle Belle Arti nel curriculum “Grafico Pubblicitario”. Un altro passo verso l’elaborazione e l’introspezione creativa. Intanto continua a sognare che qualcuno possa accorgersi di lui e del suo lavoro musicale, non molla il giovane Virginio; sa che un giorno ce la farà. Lui è senza limiti.
Ormai molte canzoni sono state scritte, tanti frammenti... schegge di un vita. Virginio vuole raccontare se stesso, il suo modo di essere, di pensare e di vivere il mondo. Musiche e testi autobiografici, composti e scritti interamente da solo.
Frequentando all’università un corso di fotografia parla delle sue aspirazioni musicali all’assistente del professore, che paradossalmente è proprio Paolo Agosta, un grande cantautore italiano. Un incontro del tutto casuale, ma si sa, la vita è strana, e nasconde sorprese dietro ogni angolo. Una porta si è aperta!
Paolo rimane entusiasta della demo di Virginio e senza esitare si mettono insieme a lavorare sui brani.
A questo punto Paolo presenta Virginio e il suo lavoro al manager della sua etichetta discografica, la Massive Arts Records: Ivo Grasso, il quale prende sotto la sua ala il ragazzo. Cominciano a parlare insieme della produzione di un album. Virginio inizia a rendersi conto. Vede tutto il suo lavoro, che prima di allora è sempre stato così etereo, racchiuso in un’entità fisica, il compact disk.
Il progetto di “Virginio” viene presentato alla Universal Music che rimane subito piacevolmente colpita e si incarica della promozione del giovane cantante.
In tutto questo Virginio rimane sempre con i piedi per terra; continuamente diffidente del mondo che lo circonda, specialmente l’universo musicale. Ha sì la trasparenza del giovane ma anche la consapevolezza e la maturità del veterano.
Arriva però inaspettata una notizia, Virginio avrà la possibilità di partecipare alla 56esima edizione del festival di Sanremo. Virginio non ama le gare e le competizioni di nessun genere, ma è conscio del fatto che deve approfittare di questa opportunità; in quella grande vetrina che è il circo del festival potrà farsi conoscere da tutti e presentare il primo singolo: “Davvero”.
Il suo brano viene scelto alle eliminatorie tra circa 450 artisti, e poi passa anche l'esibizione finale a Roma. Il palco del Festival è suo.
A Sanremo la vita è stressante: sveglia presto, colazione veloce, interviste, interviste, dichiarazioni, interviste, foto, riprese, interviste. E’ tutto estremamente veloce e caotico, non ha il tempo di concepire bene tutto quello che sta accadendo. Riesce però, in tutta questa allucinante confusione, a conoscere e stringere amicizia con alcuni grandi artisti che gareggiano con lui nella categoria giovani, cioè L’Aura, Ivan Segreto e Mario Venuti.
L’unico momento di tranquillità arriva il 28 Febbraio 2006, il giorno in cui potrà esibirsi. Rimane finalmente da solo sul palco, lui e la sua voce… come ai vecchi tempi. Mentre canta sul palco dell’Ariston riesce per pochi minuti a sfuggire alle interviste e alle dichiarazioni.
Sfortunatamente però l’esibizione arriva a un’ora molto tarda; volenti o nolenti la classifica ormai è già pronta, e il crudele meccanismo del festival prevede la sua eliminazione già alla prima serata di esibizione. Ma Virginio non è triste o rammaricato, sa di aver dato il meglio di sé e di aver avuto una grande opportunità per farsi conoscere artisticamente.
Il tema della canzone presentata, “Davvero”, non parla di amore in senso stretto, ma del difficile rapporto di orgoglio e conflittualità che ci può essere tra un padre e un figlio. Questo nuovo tema avvicina molto pubblico che è stanco del solito “già sentito”.
Il 3 Marzo 2006 è la data scelta, ufficiale, di uscita del suo album, del suo percorso di vita. Il nome può sembrare banale, “Virginio”, ma quale nome è più appropriato a descrivere una persona in ogni suo aspetto, se non il suo nome?
L’album ci presenta molti pezzi dal suono innovativo, una vera ventata di freschezza nella musica italiana. Ci sono brani dal ritmo interessante come “Instabile” (canzone che Virginio apprezza particolarmente perché sente che lo rispecchia interamente), oppure brani dall’incredibile passione, quali “Novembre”.
Virginio cattura subito un grande seguito di pubblico, può godere della rotazione continua su molte tv e molte radio di piccolo e grande calibro. Continuano le interviste e le presentazioni. In giro per l’Italia in radio-tour si presenta al pubblico.
E’ difficile trovare al giorno d’oggi un artista che è interamente cantautore dei propri brani, che riesce a mettere tutta la sua anima in quello che fa. Virginio ora va avanti per la sua strada, non crede di “essere arrivato”, ma sa che c’è ancora tanta salita da fare. Non è spaventato, anzi, ha una grandissima forza dentro di se’... Non mollerà mai... Ora c’è tanto altro a cui pensare nel suo futuro.
Francesco (monoceros)
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